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"Il grido di Riccardo Panni, massiccio cantante, annuncia "Fuggire" cui seguono, in ordine sparso, il thrash di "Il Tempo", "Comes Slowly" e "War Path" (dei tempi del loro demotape come Inviolacy), "Sulla Mia Strada" e "Parla...parla", supportate da un'efficace sezione ritmica e dal drumming imponente e preciso di Bruno Fregoni. In chiusura, due cover micidiali: "Tutti pazzi" dei Negazione, e "Refuse/Resist" dei Sepultura. Si, d'accordo, a tratti possono ricordare il thrash dei primi Metallica, e allora? Meglio una band sincera e potente come gli In.Si.Dia di tanti gruppi alla moda in circolazione. Tra l'altro l'effetto di un concerto degli In.Si.Dia dura molto, ma molto di più..."  (f.r.f.)

 

LIVE del 24 Marzo 1994, ROMA 'Castello' ("METAL SHOCK" N° 166, Aprile 1994)


"Accidenti che impatto! Uno show prepotente, di quelli che lasciano sudati, storditi, scossi fino al midollo e travolti dalla foga delle chitarre, dalla cattiveria della batteria, dal basso che penetra giù, sempre più a fondo e lascia senza respiro.
[...] Tocca ai bresciani In.Si.Dia, accolti con foga. Ero assai curiosa nei loro confronti come credo molti dei presenti, tanto più che Manuel Merigo e compagni non erano mai scesi al di sotto di Firenze. Quale occasione migliore per toccare la loro proverbiale "furia devastatrice" e verificare di persona se si fossero realmente ammorbiditi come ho sentito dire in giro da qualcuno? Ammorbiditi? Qualsiasi aggettivo ma non questo! Gli In.Si.Dia sono un rullo compressore, fareste meglio a non pararvici mai davanti o peggio per voi. Un intero set senza mai fermarsi, la stessa potenza e la stessa umiltà davanti a 10 persone come a 500. Rabbiosi e travolgenti, hanno instaurato un rapporto quasi fisico con il pubblico (e non è da tutti) offrendosi senza risparmi."